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Giorgio Venturini: la vendita, Linkedin, i cani e la montagna

5/11/2018, By Valentina Pizzini Categorie: Parliamo di noi
Giorgio Venturini, cofondatore di PowerApp, ci svela qualcosa di lui. Parliamo di evoluzione della vendita, di obiettivi di business e della passione per Linkedin. Senza dimenticare alcuni ingredienti fondamentali: la montagna e due Bovari del Bernese

 

Ho conosciuto Giorgio Venturini cinque anni fa, ad un corso di formazione.

Era il docente con il completo impeccabile. Quello che faceva domande curiose, domande che nessuno capiva.

Doveva parlarci di web copywriting. Forse l’ha fatto. Ma quel che ricordo nitidamente è che ci ha parlato delle meraviglie del testo, un luogo dove scoprire pepite d’oro e tesori nascosti.

Credo che sia stata quella frase, quella visione, a farci andare d’accordo.

Cinque anni dopo, la web copywriter sono diventata io. E sono qui, nella stanzetta che comparirà anche sulla foto di copertina di questo articolo, con i colori brillanti dei post-it che occhieggiano dal cartellone del Business Model Canvas, a intervistare Giorgio Venturini.

Indossa un completo impeccabile. E dà risposte curiose, risposte che bisogna inseguire come le svolte di un sentiero, risposte che aprono altre domande, altri orizzonti.

Ma questo, ormai l’ho imparato, è una sua caratteristica.

 

 

Ciao Giorgio. Mi racconti qualcosa del tuo percorso professionale?

Ah, questa è una storia lunga!

Il mio percorso lavorativo è iniziato nell’era d’oro dell’informatica, all’epoca dei primi personal computer. Un momento che è durato una decina di anni, che ha visto aziende diventare enormi in pochissimi anni e poi smettere di crescere o sparire del tutto dal mercato.

Il mio primo lavoro è stato in una agenzia IBM. Inizialmente avevo un ruolo tecnico/commerciale, che con il passare del tempo è diventato spiccatamente commerciale.

In seguito, ho maturato la decisione di entrare in una grande organizzazione che mi desse anche la possibilità di avere una visione più ampia e internazionale delle relazioni e del business. Ho iniziato quindi a lavorare in Xerox, dove mi occupavo di grandi sistemi di stampa digitale… in un momento storico in cui la stampa non era ancora digitale!

L’interesse per l’ambito della stampa e del documento mi ha fatto compiere anche il passo successivo, iniziando una mia avventura imprenditoriale con un’azienda che forniva servizi di stampa per il mondo dell’industria (documentazione tecnica di prodotto, flussi documentali delle aziende) e dell’editoria. Nello specifico, affiancavamo l’editore per aiutarlo a produrre solo i libri davvero necessari. Questo è stato un passaggio importante nel settore editoriale, che ha preannunciato la rivoluzione copernicana del libro digitale, l’e-book.

È stato proprio il tema del libro digitale a farmi incrociare Carloalberto: io venivo da una lunga esperienza nella stampa, lui aveva una struttura digitale alle spalle. Insieme abbiamo costruito l’identità e l’offerta della nascente PowerApp, che si concentrava sulle app, anche di impaginazione automatica. La specificità che abbiamo da subito dato all’azienda è stata quella di focalizzarci non tanto sulle (indubbie) capacità tecniche e di sviluppo, quanto sui bisogni veri del cliente, di business.

Il resto, come si dice, è storia.

 

Dimmi qualcosa del tuo lavoro giornaliero, delle sfide che affronti.

Il mio lavoro è soprattutto rapportarmi con i clienti e con le strutture aziendali, dove offro consulenza o in cui svolgo attività commerciale per PowerApp.

La sfida -e lo sforzo- più grande è senza dubbio entrare nei meccanismi dell’azienda, capire cosa un cliente vuole davvero… spesso mi vengono richieste attività specifiche, mentre il nostro approccio è lavorare sul valore che possiamo portare - direi anzi che è la nostra cifra distintiva.

Ti faccio un esempio.

Quando un cliente mi dice che vuole rinnovare il sito web, io rispondo: “Sì, ma a cosa ti serve il sito web?”. Da lì inizio a scavare, a capire. Capita spesso che, alla fine di questo percorso, si realizzi che il sito web non è la risposta all’esigenza vera di quell’azienda, o perlomeno che non è la risposta più urgente e importante da mettere in campo.

Credo sia questo il vero valore aggiunto che qualcuno può trovare in me, e che forniamo anche come PowerApp: non strumenti digitali, ma gli strumenti e i servizi giusti per raggiungere gli obiettivi delle aziende.

 

 

Parliamo di Linkedin, uno dei tuoi cavalli di battaglia. Oltre ad essere un accanito utilizzatore di questo social, fai anche da formatore aziendale sull’utilizzo di Linkedin, in particolare per la forza vendita. Da dove nasce questo interesse così forte?

Ti risponderò con un aneddoto.

Qualche anno fa, diciamo nei primi anni Novanta, uno dei luoghi di lavoro fondamentali per un agente o un venditore era l’autogrill. Davvero! In molti autogrill lungo l’A4 si trovavano spazi attrezzati con una ventina di cabine telefoniche, dove spesso i venditori si fermavano a fare telefonate e svolgere qualche attività. Qui ti trovavi fianco a fianco con potenziali clienti, competitor, influenzatori d’acquisto… insomma, era un luogo dove stabilire relazioni, creare rapporti.

Con l’affermarsi dei telefoni cellulari questo spazio è scomparso, è stato reso obsoleto.

La riflessione, dunque, è questa: la tecnologia è cresciuta, ha creato altri spazi. E Linkedin si è affermato come uno spazio professionale in cui, è vero, l’ambiente è digital, ma rimane quella che da sempre è la dinamica della relazione professionale e di business - impossibile da coltivare adeguatamente su altri social, che sono invece più personali.

Quindi, se vogliamo, il mio interesse per Linkedin è una nostalgia del passato!

Scherzi a parte, credo che questo strumento dia la possibilità di rafforzare e ampliare con il digital la potenzialità della relazione diretta, che è importantissima per la vendita. E quindi Linkedin non è solo lo strumento dei venditori del futuro, ma è lo strumento per i venditori di tutte le generazioni, perché riproduce qualcosa che già conoscono, solo in un ambiente digitale.

 

Il metodo Venditore Digitale è, almeno in parte, una tua creatura. Vuoi raccontarci com’è nata l’idea?

Mi piacerebbe poter dire che si è trattato di un colpo di genio. Invece, come spesso accade con le idee di business, anche questa è stata il frutto di un processo di lavoro.

In un momento in cui avevamo difficoltà a proporre ai clienti i nostri servizi di web marketing, abbiamo usato il Business Model Canvas – uno strumento che utilizzo anche con i clienti – per ripensarci e trovare l’elemento differenziante in grado di riposizionare la nostra offerta.

Abbiamo capito che la nostra unicità stava proprio nella volontà e nella capacità di entrare nel business del cliente. Inoltre, abbiamo compreso che molte aziende hanno la necessità di un marketing digitale che sia veramente integrato nei processi interni e che sia capace di fare il passo in più, portare risultati veri rispetto agli obiettivi aziendali. Insomma, serviva non tanto un servizio di supporto ma un vero e proprio venditore “a noleggio”, da offrire in outsorcing.

 

È arrivato il momento delle domande personali. Se dovessi descriverti in tre parole, cosa diresti?

Posso risponderti in tre punti?

  1. A descrivermi sono gli altri
  2. Montanaro
  3. ….. te lo so dire

 

Ok… allora raccontami Giorgio Venturini fuori dal lavoro.

Come ho detto, sono un montanaro: mi piace fare lunghe passeggiate, a volte vere e proprie scarpinate. Ho due cani fantastici, Yoda e Olivia, che mi fanno compagnia anche sui passi più alti. Negli ultimi anni, assieme a mia moglie Cecilia, mi sono interessato molto al tema degli Interventi Assistiti con gli Animali (pet therapy), aiutando anche ad organizzare dei corsi su questo argomento e delle attività. Ho una figlia “cervello in fuga” negli USA e un figlio sulle mie orme ma in una grande azienda (ad imparare cose nuove).

 

Ultima domanda. Ai tortellini di Carloalberto, ribatti con….?

Risotto ai melograni (del mio albero).

 

PS Potete seguire Giorgio anche su LinkedIn.Garantito, lì non parla (solo) di cani.

 

 

 

Valentina Pizzini

Written by Valentina Pizzini

Scrive contenuti che piacciono alle persone e ai motori di ricerca. Velocista da tastiera, legge di tutto, persino le istruzioni degli elettrodomestici.

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